Mi chiamo Lorenzo Gabriele Ruggiero ho 29 anni, e ho scelto di candidarmi per il rinnovo del consiglio dell’ordine di cui facciamo parte. Nel duro momento che la nostra professione stava vivendo (e che continua tuttora a vivere), quasi tre anni fa ho deciso di mettermi in proprio qui a Milano collaborando sia con alcuni coetanei sia con professionisti di maggiore età ed esperienza di me di cui riconosco il grande valore. Imparando giorno dopo giorno, lentamente tra mille difficoltà, sono riuscito a ritagliarmi qualche m² di spazio nel mercato del nostro settore.

Vorrei portare la mia esperienza ai giovani colleghi che hanno bisogno di ritrovare fiducia in se stessi, a quelli meno giovani attualmente in difficoltà, così come a quelli ormai al termine della loro carriera che sono sicuro che abbiano ancora molto da trasmettere. Vorrei farlo lavorando in sinergia con gli altri membri del Consiglio per fare in modo che l’Ordine dia il giusto segnale compiendo azioni efficaci tese ad affrontare e risolvere i problemi che hanno toccato tutti noi almeno una volta nella vita professionale. Vorrei farlo per la nostra professione, perché credo fermamente che si debba insistere sempre più nella difesa del territorio di cui siamo custodi per deontologia e vocazione. Un patrimonio materiale e fisico che siamo tenuti a valorizzare tanto quanto il nostro patrimonio “immateriale”: il bagaglio culturale e professionale di noi architetti e designer, urbanisti e pianificatori, paesaggisti e conservatori.

1. Una giusta informazione per essere più uniti

False partite IVA, sovrapposizione di competenze, POS, reintroduzione delle tariffe minime, equo compenso e certezza dei pagamenti sono temi che hanno bisogno di essere approfonditi e discussi. L’Ordine ha bisogno di avviare un dialogo costruttivo con il CNAPPC e con gli organi amministrativi/politici per proporre soluzioni realistiche, opponendosi con fermezza a eventuali leggi e procedimenti iniqui e lesivi per giovani iscritti, categoria professionale e collettività.

2. Concorsi aperti per tutti i progetti pubblici

Sull’esempio della piattaforma Concorrimi, mi impegnerò per continuare sulla strada virtuosa già intrapresa dal consiglio uscente. Lo strumento del concorso aperto per ogni grande intervento di trasformazione del territorio, come sta accadendo per le aree degli ex scali ferroviari, deve diventare una prassi definitiva per la Pubblica Amministrazione. La qualità architettonica e la buona progettazione devono essere riconosciute come parametri cardine nell’iter di costruzione del territorio ponendo fine al distruttivo principio del massimo ribasso.

3. Delegazioni per un dialogo mirato con le amministrazioni

Le occasioni nelle quali l’Ordine degli Architetti PPC è coinvolto ufficialmente nelle attività che riguardano consigli e commissioni istruttorie dei nove municipi di Milano sono rare: sarebbe utile attivare una collaborazione più mirata e capillare tra Ordine e Municipi istituendo alcune nostre delegazioni che presenzino nelle occasioni di riunione e dibattito al fine di indirizzare e consigliare per tutelare l’interesse pubblico. Lo stesso potrebbe essere fatto per gli altri comuni della nostra città metropolitana.

4. Momenti di scambio generazionale tra iscritti

Devo molto ai colleghi più anziani ed esperti di me per i consigli che mi hanno saputo dispensare come giovane professionista. Viceversa sono stato talvolta chiamato ad aiutarli ad adoperare alcuni nuovi mezzi che per gap generazionale non avevano mai avuto l’occasione di approfondire. Per questo mi piacerebbe istituire una serie di incontri o uno sportello permanente di scambio e confronto tra generazioni apparentemente distanti tra loro ma in realtà capaci di compensarsi a vicenda.

5. Borse di studio per corsi abilitanti

Oltre ai corsi di formazione a costo minimo già operativi promossi da Ordine e Fondazione dell’Ordine, intendo proporre l’istituzione di borse di studio che consentano ai nostri iscritti più meritevoli, giovani e meno giovani, l’accesso agevolato – a costi ridotti oppure in forma gratuita – a corsi formativi abilitanti di solito molto onerosi.