C’era una volta Spaccanapoli: un progetto per Santa Chiara

“Quando, levandomi dal tavolino, mi affaccio al balcone della mia stanza da studio, l’occhio scorre sulle vetuste fabbriche che l’una incontro all’altra sorgono all’incrocio della via della Trinità Maggiore con quelle di San Sebastiano e Santa Chiara. Mi grandeggia innanzi a destra, e quasi mi pare di poterlo toccare con la mano, il campanile di Santa Chiara, che sull’alto basamento di travertino, fasciato delle iscrizioni dedicatorie in lettera gotica di re Roberto d’Angiò e della regina Sancia di Maiorca, innalza i suoi tre piani dai decorosi finestroni in istile romanzo, dorico e ionico; dall’ultimo dei quali si sprigionano le volate d’accordo, a distesa e a rintocco delle cinque ben sonanti campane, fuse nel Seicento.”

Benedetto Croce, incipit di Storie e leggende napoletane, 1919

Delle figurate gesta di illustri e battaglieri personaggi che diedero lustro alla città di Napoli nei secoli che ci precedono, ci rimane oggi un patrimonio sconfinato di realtà architettoniche: dalla città greco-romana dei sotterranei alla Chiesa del Gesù Nuovo, passando per il grandioso complesso monastico di Santa Chiara. La città e in particolare il suo centro storico, di cui il fulcro è la zona compresa tra i cardi e i decumani di epoca romana, è letteralmente costellata di bellezze eterne rivestite di marmi preziosi, adornate di fregi, bugnati, fastigi e paramenti decorativi di rara manifattura.

01_schizzo progetto

schizzo di progetto

Per molti di questi monumenti risulta impedita la possibilità di essere vissuti dalla popolazione, come nel caso della torre campanaria oggetto del bando, di cui l’accesso è compromesso a seguito di un bombardamento avvenuto durante la seconda guerra mondiale. Presupposto fondamentale è stato quello di relazionarsi con l’esistente attraverso lo studio dei cambiamenti che l’insula di Santa Chiara ha vissuto nei secoli, dalla prima configurazione trecentesca all’ultima risistemazione che risale agli anni sessanta, a seguito dei bombardamenti del 4 agosto 1943. Lo spazio in esame ha come protagonista la coesistenza di stili e materiali molto diversi tra loro, che creano un sistema unico nel suo genere, come accade spesso nella città di Napoli. Elementi architettonici di spicco come gli archi a sesto ribassato trecenteschi, quelli a sesto acuto gotici e le volte a botte di stampo neoclassico hanno permesso lo studio di un manufatto che potesse inserirsi nel linguaggio unico dell’insula e ne diventasse uno dei punti focali senza alterarne l’equilibrio. Da qui la scelta di staccare il nuovo volume dal campanile per non gravare sulla sua struttura creando presupposti favorevoli al degrado e di concepirlo in analogia con la pusterla d’ingresso a volta ribassata in modo da restituirle la dignità perduta.

stato di fatto e viste di progetto diurna/notturna

La proposta si fonda sulla reale necessità di permettere alla torre campanaria di essere visitata, dotandola di un elemento architettonico a corredo del sistema di risalita e non solo di una scala d’accesso, ponendosi come polo attrattivo del centro storico di Napoli e relazionandosi con la sua vitalità e ricchezza di forme morfologiche. L’uso dei materiali e delle forme storiche consente la relazione tra il preesistente e il contemporaneo: la torre campanaria, con il suo rivestimento in travertino, la sua altezza imponente scandita dai tre ordini neoclassici e il nuovo manufatto, con la sua struttura esile in cor-ten, materiale che interpreta correttamente la metafora storica del cambiamento attraverso la variazione cromatica a cui è soggetto con lo scorrere del tempo.

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scale e passerella appese con tiranti in acciaio cor-ten per giungere all’ingresso del campanile

Pannelli di rivestimento forati a foggia di mappa del centro storico di Napoli accolgono i visitatori svolgendo la funzione di infopoint di Spaccanapoli. Una lingua metallica completa l’installazione consentendo di incidere sulla sua superficie alcune informazioni storiche. Il rivestimento del percorso che porta dalle scalette di accesso all’ingresso è stato progettato in continuità con quello di recente realizzazione, consentendo una diramazione del percorso coerente ma riconoscibile; la pavimentazione all’interno è stata concepita in marmo travertino, in continuità con la facciata della torre campanaria. L’illuminazione all’interno dell’edicola è stata ideata per consentire alla luce di attraversare i fori del materiale di rivestimento e diffondere all’esterno l’immagine su di esso impressa. Inserti di verde e arbusti fioriti completano la recente sistemazione del parco giochi nella limitrofa area che si estende fino al Sagrato.

Di seguito, in sintesi, i punti proposti per risolvere alcune delle criticità riscontrate durante la progettazione:

sensibilizzazione dei fruitori, intervenendo con la riqualificazione dell’area limitrofa al manufatto in continuità con l’intervento di sistemazione dei giardini di recente realizzazione al fine di educare i cittadini e i turisti al rispetto dell’architettura e della città, per cercare di arginare il fenomeno del vandalismo, donando al contempo identità al luogo;

funzione informativa, apponendo sulla facciata principale ovest del manufatto un rivestimento in lamina forata, che rappresenti attraverso una grafica semplificata le vie intorno Spaccanapoli, cardine della Napoli storica, oggetto quotidiano di visita da parte dei turisti e di vita da parte dei napoletani;

rispetto delle preesistenze, realizzando il nuovo manufatto con struttura in acciaio, visivamente più leggero, per non impedire totalmente la visuale verso gli edifici storici;

continuità con l’esistente mediante l’utilizzo di marmo travertino di colorazione simile a quella del basamento del campanile ma con differente posa per le pavimentazioni del percorso d’accesso al manufatto;

riconoscibilità dell’intervento, concepito formalmente in aderenza agli aspetti storici dell’esistente ma realizzato quasi interamente in acciaio con finitura cor-ten allo scopo di distinguersi e porsi come nuovo polo attrattivo all’interno dell’insula di Santa Chiara.

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planimetria d’inserimento nel contesto

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pianta / PT

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pianta / P1

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pianta / P2

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prospetto est

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prospetto ovest

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sezione

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sezione costruttiva

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Category: Concorsi

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